anniversario

bambina-con-aquilone3 anni. Domani, un giorno come gli altri. Mi sveglierò, farò colazione, preparò mio figlio per l’ asilo, andrò a lavorare e via e via. Tre anni fa invece mi cascò  il mondo addosso, ebbi la sensazione che la vita non sarebbe potuta procedere senza di te, ebbi paura, provai smarrimento. Benché  tutt’ oggi  io non riesca a pensare a te senza farmi venire il nodo alla gola o senza pensare che la tua assenza non ha senso,  vivo come forse non ho mai fatto prima. Lasciando te, ho dovuto abbandonare la mia veste di piccola donna, e sono dovuto diventare grande. Ho urlato tutta la mia rabbia di bambina abbandonata, pianto lacrime crudeli, fredde a tal punto da cristallizarsi sulla guance e scavare solchi profondi. Ho buttato all’ aria tutto, buttato via molte cose di me e riscoperte altre che avevo dimenticato. Comincio adesso a stare più comoda nelle mie scarpe, ad ascoltare la mia voce e il mio respiro, e mi piace.

Ma tu mi manchi, sempre, come tre anni fa, anzi di più. Sarei curiosa di parlare con te adesso, con la “me” nuova. Che belle chiaccherate potremmo fare. La distanza sarà sempre più grande, gli anni si accumuleranno come polvere in soffitta, ma non so come, ti sento sempre più vicino, dentro, nel mio essere, ci sono momenti in cui ti sento indistintamente, come un brivido sotto la pelle, un abbraccio inaspettato e so che in me, tu ci sei.

 

dentro di me

goccia_sfondo_ipadDentro di me è così ampio. Ci stanno tante cose, e tra queste c’ eri anche tu, piccolo e ancora acerbo. Quando ho scoperto del tuo arrivo sono stata invasa da un sacco di emozioni: felicità, timore, euforia, sorpresa! Che bello! dopo un sacco di tempo ad immaginare questo momento, finalmente si stava realizzando! Ho pensato al mese in cui saresti arrivato, Maggio, il mese della gioia, quello a cui ho sempre accomunato la spensieratezza, perché le giornate si allungano e sono piene di sole, si può andare al mare, raccogliere i fiori, respirare a pieno il profumo della primavera, la mia stagione preferita. E’ il mese nel quale i miei genitori si sono sposati, il mese in cui si fanno progetti per le vacanze, prossime ad arrivare. Ho pensato che tra te e tuo fratello ci sarebbero stati 5 anni e mezzo di differenza, che a settembre il più grande avrebbe cominciato la scuola e tu, piccino, saresti stato con me, che fino ad ottobre sarei stata a casa da lavoro per accudirti. Mi sono immaginata quanto sarebbe stata dura gestire la gelosia del grande, che inevitabilmente sarebbe nata, anche se ero sicura che ti avrebbe adorato. E la cameretta? piccola per due, dobbiamo ripensarla mi sono detta, il grande nel letto sopra e la cullina per il momento sotto. Quest’ estate poi saremmo andati al mare tutti insieme, con biberon, fasciatoi, pannolini, tutto, di nuovo da capo. Ho immaginato la gioia che avrei provato nel guardarti la prima volta, un momento magico.

Non sapevo che mentre con la fantasia progettavo il nostro futuro, tu ci avevi già abbandonato. Dentro di me é così ampio. E’ per questo che adesso sento questo grande vuoto? Sento la paura di non poterti avere più, sento la tristezza di chi deve rinunciare ad un sogno, la stanchezza di chi non riesce a realizzare i propri desideri. Non voglio rinuciare a te. Non voglio lamentarmi per ciò che é accaduto, fare la vittima, forse ancora non era il nostro momento, forse dobbiamo decidere ancora più forte, forse dobbiamo smettere di avere paura.  Ma so che vorrei prenderti per mano, portarti con noi verso la vita, emozionarmi con te che scoprirai il mondo, che conoscerai il mare, i fiori, i profumi, i baci, le carezze, gli abbracci. Vorrei dirti che penso che la vita debba essere vissuta, a pieno, in ogni istante. Non so ancora dirti quale sia lo scopo finale, ma so che il percorso che facciamo é emozionante, intenso, e che sta solo a noi renderlo speciale e degno di essere vissuto.

Dentro di me é così ampio. Ho tante belle cose da regalarti, una sopra a tutte, il mio amore.

fessure di luce

6_la-finestra_still-da-video-copyChe vita é questa se la maggior parte del nostro tempo la impegnamo a fare ciò che non ci piace? Tu, con la tua vita, mi hai insegnato la libertà di pensiero ad ogni costo, l’ egoismo sano che porta ad avere per se stessi rispetto e amore. Perché io, ancora oggi, pur condividendo il tuo pensiero, non riesco a metterlo in pratica? Libertà, libertà, libertà. Svincolati da ogni catena sociale, liberi di vivere come più ci piace, nel rispetto degli altri s’ intende, ma in accordo con il nostro essere. Continua a leggere

Manca il fiato

donne+di+life_4Manca il tempo, manca il fiato. Mi sono accorta che non respiro. I miei respiri sono corti e sospesi, a tratti si fermano, per poi ripartire a singhiozzo. Per un lavoro più sicuro e la garanzia di qualche soldo, ho barattato la mia “libertà”. Mi ritrovo senza tempo, senza energie, stanca, triste. Per me che già metto sempre prima il dovere e poi il piacere, è un duro momento, perchè dopo il dovere è già l’ ora di andare a letto e la mia giornata finisce senza neanche essermi accorta che esisto. Continua a leggere

dimenticanze volute

Pare che io soffra di dimenticanze, volutamente e inconsciamente. Difficoltà a definire un pensiero e quindi a seguire una logica che presumibilmente dovrà sfociare in una azione. Ma per me, che ho deciso di stare ferma, risulta complicato ed estremamente difficile, decifrare i miei pensieri e dargli un ordine. Da qui a dimenticarsi cosa avevo detto o cosa volevo fare è un balzello. Pensare, dire e fare significherebbe avere una propria identità, in poche parole assumersi la responsabilità della propria vita e credere in se stessi.

Sento una grande confusione, pensieri che si accavallano, in contraddizione tra di loro, che paralizzano la mia vita. Dimentico ogni cosa continuamente, tutto ciò che mi riguarda in prima persona, pagare una bolletta, un appuntamento, o semplicemente le parole che volevo scrivere in questo momento.

Quale vantaggio ho da questo mio atteggiamento? Restare ferma, non andare avanti, non crescere, non allontanarmi dal mio babbo, da colui che mi voleva bambina brava e devota. Ma mentre prima poteva avere un senso, cioè quello di avere il suo amore, adesso non lo ha più, perchè lui non c’è più.

Devo lasciarlo andare.

Domani sono due anni che se ne è andato, due anni che non lo vedo, due anni che non posso chiamarlo, parlargli, due anni. Due anni che cerco di dare un senso alla sua morte, che cerco di capire quale sia la mia direzione da persona adulta, due anni che vorrei brillare di luce propria..

Ieri sera ho visto un film Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie che parla proprio di questo…mi ci sono rivista molto, tranne nel finale, nel quale la protagonista decide di credere in se stessa e questo le permette di realizzare i suoi sogni…riuscisse anche a me….

hungry eyes

Con questa canzone oggi sono scoppiata a piangere. Ero in macchina, l’ ho sentita alla radio, senza preavviso ed era un sacco di tempo che non la ascoltavo. E’ incredibile come il suono di una canzone riesca ad evocare immagini, sensazioni e odori. Ho sentito odore di estate, mi sono rivista in pantaloncini corti e con occhi grandi, innamorati, ho sentito il batticuore di chi sogna il futuro e lo immagina strepitoso. E ho sentito le risate delle mie sorelle, il rumore dei piatti in cucina, il miagolio del mio gatto che mi chiede le coccole. E mi è sembrato tutto così vicino da poter credere che ancora è tutto li, a portata di mano. Ho ricordi così vivi del mio  passato che a stento riesco a credere che non esista più. Esiste oggi e basta, e oggi non mi piace. Non tutto non mi piace, ma direi che gran parte del mio presente non è proprio come sognavo sarebbe stato. E la responsabilità è solo mia, che non ho saputo ascoltarmi e che ho avuto paura di sbagliare e così, ho sbagliato.

lettera ad un amico

Riporto di seguito una lettera scritta ad un caro amico un anno fa. Un amico che ci ha lasciati, poco prima di questo ultimo Natale. Era amico di mio padre e negli ultimi due anni (quasi) lo era diventato anche per me.

28 dicembre 2012

Caro Carlo,

ti scrivo questa lettera perché voglio dirti alcune cose che mi stanno a cuore. Prima di questi ultimi mesi, dopo la morte di mio padre, ti conoscevo sommariamente, ti ho visto in occasioni che riguardavano le presentazioni dei libri del Babbo, ho sentito parlare di te da lui o dai giornali, ma mai ci siamo frequentati con l’ intenzione di conoscerci. Il Babbo era molto “avaro” in fatto di condividere con noi il suo mondo della Cultura, i suoi amici legati alla politica e all’ arte, non me ne parlava quasi mai, come se non ritenesse che potessi essere all’ altezza della situazione.

Non gliene faccio una colpa, magari anche io me ne sono poco interessata, ma mi rendo conto che questo nostro atteggiamento mi ha portato sempre a non sentirmi in grado di relazionarmi con i “grandi”.

 Tu la sai, la morte di mio padre è stata per me un duro colpo, mi sono sentita strappare un braccio, una gamba, ho sentito fisicamente dolore al cuore, davvero, pensavo che non sarei riuscita a riprendermi. Pochi attimi dopo la sua morte, mi sono detta : “Ora è un casino”. Sapevo che avrei dovuto affrontare una vita completamente diversa, mi sentivo sperduta, senza più il faro che illuminava il mio orizzonte. Sarei dovuta diventare grande.

 Era grande, mio padre, nel bene e nel male. Era difficile stare con lui, io sono riuscita a fare spazio nella mia vita per contenerlo tutto, così come era,  burbero, scontroso, egoista, a volte cattivo, ma anche buono, generoso, capace di un amore fuori dal comune, intelligente, profondo. Con uno sguardo sapeva interpretare i miei stati d’ animo, e dirmi cosa fare per andare avanti e superare la difficoltà del momento. Costruire un rapporto con lui è stato difficile e doloroso, ma posso dire con orgoglio che ce l’ abbiamo fatta, il nostro era un rapporto speciale, unico, e come tutti i rapporti profondi portava con se amore e odio, i sentimenti più grandi che un essere umano riesce a provare. Ovviamente l’ amore vinceva sempre, e il nostro rapporto si rafforzava sempre di più.

 Il suo mondo era tutto particolare, pochi riuscivano ad entrarvi, e pochi poi decidevano di rimanere. Si, perché lui così come ti aveva concesso di entrare, ti ci faceva anche uscire, ed in malo modo, senza mezzi discorsi, e tu lo sai bene. Non tollerava la mediocrità, la superficialità, la stupidità, le cose frivole e senza significato, non sottostava a queste cose, e appena le sentiva nell’ aria, le additava, le urlava al mondo perché avrebbe voluto che tutti le vedessero e aprissero gli occhi. Ma ci riusciva con pochi, ci riusciva solo con chi gli voleva davvero bene e uno di questi sei proprio tu Caro Tosco.

 Ora che ti conosco un pochino, mi rammarico di non averlo fatto prima, e al tempo stesso sono felicissima di averlo fatto almeno ora, e ti ringrazio per avermi dato la possibilità di starti vicino. Leggere il tuo libro è stata una bellissima esperienza, mi ha fatto scoprire che sei una forza della natura, una persona capace di non fermarsi davanti a niente, sei riuscito a superare con fiducia ed ottimismo un sacco di difficoltà, non ultima la guerra, con uno spirito e un coraggio da leoni. La tua vita è stata ricca e generosa sia dal punto di vista materiale che da quello umano, hai creato una splendida famiglia, hai amici che ti stimano e ti vogliono bene, sei diventato un punto di riferimento per quanto riguarda  la culturale e l’ arte, un rappresentante della nostra città nel mondo. Questo è solo merito tuo, del grande spirito di fratellanza che hai sempre nutrito verso il mondo intero.

Fortunato chi ha condiviso con te esperienze e avvenimenti, sicuramente ha arricchito il suo bagalio umano, come sento che sto facendo io adesso.

 Ti ringrazio di cuore per avermi dato la possibilità di leggere il tuo libro, per me è stato un onore.

Adesso ti saluto, ti abbraccio e ti carezzo la guancia come farei a mio padre se ancora fosse con me.

Con affetto

Ancora tu

Ho i brividi se solo penso a quello che ho sognato…e sono felice, perchè ho avuto quello di cui avevo bisogno. Ieri sera proprio non riuscivo a prendere sonno. Mi giravo e rigiravo in quel letto freddo, non riuscivo a riscaldarmi né a trovare posizione. Come sempre ho cominciato a pensarti, avevo un forte bisogno di parlarti e l’ ho fatto, ho chiuso gli occhi e ho formulato il mio desiderio, quello di avere un contatto, una parola, una tua carezza. Dopo un po’ ho cominciato a sentire qualcosa intorno a me. Ero cosciente, ma dormivo, anche se mi sembra di ricordare che avevo gli occhi aperti. Ho nettamente visto un ombra vicino al mio viso, e ho sentito la sensazione di paralisi dentro al mio corpo. E, ancora una volta, ho avuto paura. Con rammarico, ho pensato: ” no, ho troppa paura, non sono pronta”. E tutto é finito. Mi sono svegliata, e subito dopo addormentata nuovamente.

Poi c’è stato un sogno: Mi trovavo a casa tua, sapevo che eri in camera tua, non in quella degli ultimi anni, ma in quella dove stavi con la mamma quando ero piccola. Al piano di sotto, le mie sorelle confabulavano tra loro, parlando di eutanasia (nei tuoi riguardi? sono sempre state un pò gelose di me…) allora io sono corsa su e mi sono messa sdraitata accanto a te, con la testa sulla tua spalla, ho sentito il calore della pelle. Tu sorridevi, contento. Poi ci siamo alzati e con delle forbicine cominciavi a sfoltirti la sopracciglia sopra l’ occhio sinistro, facendo un disastro, così mi offrivo di pensarci io. Dopo aver sistemato le sopracciglia, ci trovavamo in centro, vicino al mio asilo dove tu mi portavi quando ero piccola, corravamo per mano verso quella direzione.

Ci vedo tante cose in questo sogno, in primo luogo mi piace pensare che tu mi abbia voluto ricordare la dolcezza che provavi per me quando ero piccola, infatti spesso venivo nel lettone e poggiavo la testa su di te mentre mi raccontavi le storie, e poi il momento dell’ asilo, dove io non volevo andare e tu mi facevi capire che mi ci portavi perché dovevi ma che ne avresti fatto volentieri a meno. Insomma, io avevo chiesto proprio questo, un conforto, una carezza, sentire che mi vuoi bene, nonostante questa condizione nella quale ci troviamo, io la vita, tu la morte, e che non ci permetta di comunicare. Un contatto c’è stato.

Poi chissà se é davvero così…mi piace pensarlo perchè mi da un momento di serenità, di calore ritrovato…Anche per quanto riguarda la prima fase del sonno dove ho percepito quelle cose….sarà vero? o é solo frutto della mia fantasia e della voglia incontrollata che ho di poterti rivedere? Non so.

Anche mio figlio oggi si stringe a me mentre dorme, poggiando la sua testolina sulla mia spalla, ed io sono felice di coccolarlo e carezzargli la testa, di vederlo così al sicuro, abbandonato al sonno più profondo tra le braccia della sua mamma…

urgenza di scrivere

Questo post lo avevo scritto la settimana prima di natale, poi non riuscii a finirlo e non lo avevo pubblicato. Lo faccio adesso perchè mi dispiace lasciarlo li chiuso in un angolino…:

“Un groviglio di pensieri che non riesco ad ordinare ristagnano nella mia testa. Ero già a letto, al calduccio, ma non riuscivo a dormire. Per una volta, dopo aver addormentato il piccolo, non sono caduta anche io nel sonno più profondo, e anzi, gli occhi sbarrati e la mente pensierosa, mi hanno costretta ad alzarmi ed accendere il computer.

Il Natale. La mancanza. La morte. L’ inutilità. Parole che fanno eco all’ infinito dentro di me. Lo scorso sabato è morta una cara persona. Amico di mio padre, spesso in questi quasi due anni dalla sua perdita, ero andata a trovarla per parlare un po’ di lui, di me, degli eventi.

Era anziano, malato, doveva accadere. Eppure di fronte a lei, la morte, si rimane sempre sbalorditi, increduli, senza parole. Pare sempre un’ ingiustizia, una nota stonata, uno screzio, una cattiveria. Una persona al suo capezzale, parlando al figlio in lacrime, diceva che la battaglia contro la morte, prima o poi, tutti, la perdono.

Ecco, arrivo a queste semplici considerazioni e non riesco ad andare avanti. Mi si presenta il vuoto, il nulla più totale, qualsiasi altro pensiero successivo è inutile, banale, scontato, non vale la pena di farne cenno. Mi verrebbe di scrivere frasi distruttive e pessimiste e non voglio. Perchè credo che un significato ci sia a questo evento triste che fa parte della vita, ma ancora non riesco a coglierlo, e questo mi fa rabbia.

Siamo esseri umani a tempo, come tutto abbiamo un’ inizio ed una fine, ed un percorso da compiere, più o meno lungo, più o meno impegnativo, e un dono da gestire, la vita. Ma perchè?

tre passi

Vorrei scrivere qualcosa che esula un po’ dall’ argomento che riguarda il mio blog, anche se, a pensarci bene non é poi così distante. Ieri mi é accaduto che nell’ arco di una giornata ho avuto notizie, o sentito, o parlato con i tre ragazzi più importanti della mia vita, quelli che hanno segnato le tappe più importanti.

Lo strano è che li ho “incontrati” in senso inverso alla naturale successione delle storie che ho avuto con loro. Il primo che ho sentito è stato infatti l’ ultimo con il quale sono stata per quasi 10 lunghi anni,  e con il quale mi ero sposata, aihmè. Mi ha svegliato con una telefonata alle 8 di domenica mattina per avere il numero di telefono di mia sorella che fa la veterinaria, perché il suo cagnolino stava male. Il secondo, che ho incontrato, é quello con il quale ho avuto la prima storia seria a 17 anni. Ci siamo trovati con i nostri bambini in centro, casualmente, per farli montare sulla slitta di Babbo Natale. E il terzo, di cui ho solo avuto notizie da una amica, é quello al quale ho dato il primo bacio. Praticamente questa amica lo conosce tramite le loro bimbe, e parlando é venuto fuori che mi conosceva, così lei mi ha chiamato per dirmelo e portarmi i suoi saluti.

Il primo bacio, la prima storia seria, il matrimonio.

Non vi sembra strano??? Faccio sempre l’ errore di voler caricare di significati le cose che mi accadono, ma non posso farne a meno, sono fatta così. Le persone che incontriamo nella vita non si incontrano casualmente, sono convinta del fatto che le scegliamo, anche se inconsciamente. Le vite delle persone si intrecciano e si contaminano, anche solo per un secondo, basta una parola detta in un certo modo e quella persona la ricorderai per tutta la vita. Figuriamoci quanto è importante e quanto ci influenzano le persone che condividono con noi tratti di vita, più o meno lunghi.

Non saprei dire il motivo che mi spinse in passato ad incontrare questi tre ragazzi, ma posso dire che alla fine di  ogni storia mi ritrovavo più ricca, più consapevole, e che ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa che ancora mi porto dentro. Inevitabilmente, incontrandoli, ho ripensato alla storia che fu….mi sono ritrovata a ripensare alla mia vita, a quello che facevo, non solo nelle storie in sé, ma proprio come vita in generale, e ti rendi conto di quanto sia duro e difficile crescere, lottare ogni giorno per vivere e diventare la persona che vuoi essere…Penso a me, adesso, e mi rendo conto che strada ne ho fatta tanta, e che tanta ancora ne devo fare, almeno lo spero…

Forse il motivo di tutto questo è proprio riflettere, per apprezzare gli attimi di vita che ho avuto la fortuna di vivere, e ringraziare coloro che, dolenti o volenti, hanno contribuito a costruire ciò che sono adesso…