Il mio nome

bambino tempo orologioCaro Babbo,

stanotte finalmente ti ho sognato. E’ stato un attimo, chiamavi il mio nome, con un tono di voce che trasmetteva tutto il tuo amore, tutta la tenerezza che un genitore prova per il figlio quando, guardandolo, si rende conto del bene profondo ed incondizionato che prova per lui. Eravamo al telefono, quindi non ho potuto vederti, e appena ho riconosciuto la tua voce, sono scoppiata in lacrime gridandoti quanto mi manchi e quanto ti voglio bene.

Peccato che subito dopo mi sono svegliata, e quella bella sensazione é svanita.

Chissà se davvero mi guardi, sarebbe bello crederlo, mi farebbe sentire meno sola, più vicina a te. Mi è proprio sembrato che tu cercassi di farmi sentire che mi sei vicino. Penso spesso alla morte ultimamente. Chissà cosa si prova nell’ attimo in cui la vita svanisce, forse é simile a quando si sviene, si perde i sensi e si vede tutto nero. Ho molta paura della morte, vorrei riuscire a capire cosa é, cosa significa, e sopratutto capire se c’é o meno un’ altra dimensione dove gli spiriti vengono accolti.

Non mi piace il fatto che arrivi quando cavolo pare a lei. Magari nel bel mezzo della vita, quando ancora hai un sacco di cose da fare e la morte é proprio l’ ultimo dei tuoi pensieri. Per la nascita invece non é così, bene o male si sa che dopo 9 mesi o giù di lì, la gestazione finisce e i bimbi nascono. Non potrebbe essere così anche per la morte?  In effetti dice che che abbiamo un orologio interno già programmato…ma non sapere quando sarà il momento in cui “suona la sveglia”, mi fa sentire così impotente. Inerme.

Ancora il mio stato di tristezza é vigile e presente, dopo la tua morte c’é stato un vero cambiamento nella mia vita, che sto cercando di gestire come meglio posso, ma che spesso mi fa sentire perduta, sconvolta ancora oggi. E’ un cambiamento doloroso, é una crescita spietata e inesorabile, alla quale forse a volte mi oppongo, ma con scarsi risultati. Non posso fermare il tempo, e tanto meno tornare indietro, e cercare di farlo é solo una tortura crudele che dovrei smettere di infliggermi. Guardare avanti vuol dire crescere, maturare, prendersi la responsabilità della propria vita, e  in questo, io, mi sento ancora molto indietro.

Non mi sono ancora decisa a farlo veramente…

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