Mal di Mamma

pistola-ad-acquaAl mare, sugli scogli, spiaggia libera. Mia madre, china sulle ginocchia, tenta di darmi una mano ad infilare le scarpette di gomma  a mio figlio.  Il piedino sudato e le ciabattine umide rendono l’ impresa molto difficile, considerando poi che il piccolo, appena sveglio dal pisolino pomeridiano, non ha nessuna intenzione di darci una mano. Accade ad un certo punto che due bimbi piccoli, diciamo sui 2 anni e mezzo, vicino a noi sulla spiaggia, cominciano a giocare con le pistole ad acqua e “disgraziatamente colpiscono” con uno spruzzo mia madre che lancia istantaneamente un grido di dolore come se qualcuno le avesse pestato pesantemente un piede. Si alza, smette di fare ciò che che stava cercando di fare e molto indispettita dice ad alta voce: “Se si riprovano a bagnarmi gli dirò di andarlo a fare alla loro mamma!” .

Mi sono vergognata per lei, e le ho risposto che mi sembrava una reazione esagerata, di una persona poco sensibile e intollerante verso gli altri. Insomma se non riesci neanche a  tollerare due bambini che giocano a spruzzarsi l’ acqua sulla spiaggia, ad Agosto, forse é meglio che rimani a casa.

Non so, ho un pessimo rapporto con mia madre,  quest’ anno ho passato con lei qualche giorno al mare, e come sempre, con i suoi atteggiamenti e le sue uscite, riesce sempre a rendermi nervosa e scontrosa. Come quando, un pomeriggio dopo pranzo, nel silenzio più totale, se ne é uscita dicendo: ” Mah, dicono che Piersilvio Berlusconi sia gay, e che la storia con la Toffanin sia tutta una copertura, dimmi te…”. Per carità, uno può anche conversare di Gossip, siamo in vacanza, i giornali sono pieni, ma per lo meno parliamone dandogli la giusta importanza (nessuna per me) e non come se fossero notizie sulle quali intavolare discussioni, o addirittura sentirsi toccati e colpiti! Non lo tollero.

Il suo vivere per se, mi fa male. Questi due episodi sono solo stupidagginie, ma il fatto è che lei é sempre così. Sembra galleggiare perennemente a pelo dell’ acqua, attenta a tenersi stretto il suo salvagente e a guardarsi bene che gli altri (figlie comprese) non glielo sottraggano. E’ estremamente concentrata su se stessa ma allo stesso tempo non si accorge di come é. Io invece, di contro, quando sono con lei, sono troppo concentrata su di lei.

Siamo proprio diverse, lei é tutta una regola, tutto deve andare e deve essere fatto nella maniera giusta (la sua), tutto deve essere ampiamente calcolato prima, i giorni di vacanza, lo svolgimento delle giornate, cosa cucinare, come stendere i panni, come lavare i piatti, come prendere i caffè, quanto zucchero metterci. Quel che mio è mio e quel che è tuo è tuo e ci devi pensare te. Lei, a quasi 70 anni, ha 10 tipi diversi di costumi, tutti nuovi, altrettanti prendisole, creme abbronzanti, dopo sole, anti sole, anti età, lacca, trucchi, phon, bigodini, quando si muove ha la borsa per le cose del bagno, quella per le scarpe, quella dei vestiti leggeri e quella dei vestiti pesanti.  Io invece ho tre costumi, comprati negli ultimi tre anni, nessun prendisole, una crema da supermercato per il viso,  una valigia piccola dove cerco di mettere tutto perché odio fare e portare i bagagli, le mie giornate sono tutte un incognita, quel che é mio é tuo, e a volte il caffè lo prendo amaro ma a volte con lo zucchero di canna.

Non é cattiva, é solo abituata così, e la solitudine non l’ ha certo aiutata a migliorare.

Vorrei davvero riuscire a trovare un punto di incontro, ma per adesso, niente da fare. Le distanze sembrano allargarsi sempre più. Ci sono ancora dei nodi molto profondi da sciogliere, e per farlo devo smettere di guardare lei, e cominciare invece a “vedere” me. Finchè riuscirà ad influenzare il mio stato d’ animo, le cose non cambieranno…e se un giorno cambieranno, lo so, sarà perché io avrò smesso di aspettarmi che lei sia diversa da ciò che é…

Anche io infondo faccio il suo solito errore, desiderando che si comporti come io ritengo sia giusto… lo stesso errore che ha fatto il mio Babbo, e che lo ha portato ad essere lasciato solo. Crescendo mi rendo conto quanto i genitori siano importanti per i propri figli, determinano il nostro cammino, le nostre scelte, i nostri errori o le nostre vittorie, fino a che non impariamo a camminare con le proprie gambe e ad assumarci la piena responsabilità della propria vita.

So che per molti starò solo dicendo delle cose ovvie, ma per me sono piccoli traguardi che sto raggiungendo con molta fatica, sono riflessione a voce alta che faccio per imprimerle nella mia testolina che, per certi versi, é ancora molto acerba…

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