lettera ad un amico

Riporto di seguito una lettera scritta ad un caro amico un anno fa. Un amico che ci ha lasciati, poco prima di questo ultimo Natale. Era amico di mio padre e negli ultimi due anni (quasi) lo era diventato anche per me.

28 dicembre 2012

Caro Carlo,

ti scrivo questa lettera perché voglio dirti alcune cose che mi stanno a cuore. Prima di questi ultimi mesi, dopo la morte di mio padre, ti conoscevo sommariamente, ti ho visto in occasioni che riguardavano le presentazioni dei libri del Babbo, ho sentito parlare di te da lui o dai giornali, ma mai ci siamo frequentati con l’ intenzione di conoscerci. Il Babbo era molto “avaro” in fatto di condividere con noi il suo mondo della Cultura, i suoi amici legati alla politica e all’ arte, non me ne parlava quasi mai, come se non ritenesse che potessi essere all’ altezza della situazione.

Non gliene faccio una colpa, magari anche io me ne sono poco interessata, ma mi rendo conto che questo nostro atteggiamento mi ha portato sempre a non sentirmi in grado di relazionarmi con i “grandi”.

 Tu la sai, la morte di mio padre è stata per me un duro colpo, mi sono sentita strappare un braccio, una gamba, ho sentito fisicamente dolore al cuore, davvero, pensavo che non sarei riuscita a riprendermi. Pochi attimi dopo la sua morte, mi sono detta : “Ora è un casino”. Sapevo che avrei dovuto affrontare una vita completamente diversa, mi sentivo sperduta, senza più il faro che illuminava il mio orizzonte. Sarei dovuta diventare grande.

 Era grande, mio padre, nel bene e nel male. Era difficile stare con lui, io sono riuscita a fare spazio nella mia vita per contenerlo tutto, così come era,  burbero, scontroso, egoista, a volte cattivo, ma anche buono, generoso, capace di un amore fuori dal comune, intelligente, profondo. Con uno sguardo sapeva interpretare i miei stati d’ animo, e dirmi cosa fare per andare avanti e superare la difficoltà del momento. Costruire un rapporto con lui è stato difficile e doloroso, ma posso dire con orgoglio che ce l’ abbiamo fatta, il nostro era un rapporto speciale, unico, e come tutti i rapporti profondi portava con se amore e odio, i sentimenti più grandi che un essere umano riesce a provare. Ovviamente l’ amore vinceva sempre, e il nostro rapporto si rafforzava sempre di più.

 Il suo mondo era tutto particolare, pochi riuscivano ad entrarvi, e pochi poi decidevano di rimanere. Si, perché lui così come ti aveva concesso di entrare, ti ci faceva anche uscire, ed in malo modo, senza mezzi discorsi, e tu lo sai bene. Non tollerava la mediocrità, la superficialità, la stupidità, le cose frivole e senza significato, non sottostava a queste cose, e appena le sentiva nell’ aria, le additava, le urlava al mondo perché avrebbe voluto che tutti le vedessero e aprissero gli occhi. Ma ci riusciva con pochi, ci riusciva solo con chi gli voleva davvero bene e uno di questi sei proprio tu Caro Tosco.

 Ora che ti conosco un pochino, mi rammarico di non averlo fatto prima, e al tempo stesso sono felicissima di averlo fatto almeno ora, e ti ringrazio per avermi dato la possibilità di starti vicino. Leggere il tuo libro è stata una bellissima esperienza, mi ha fatto scoprire che sei una forza della natura, una persona capace di non fermarsi davanti a niente, sei riuscito a superare con fiducia ed ottimismo un sacco di difficoltà, non ultima la guerra, con uno spirito e un coraggio da leoni. La tua vita è stata ricca e generosa sia dal punto di vista materiale che da quello umano, hai creato una splendida famiglia, hai amici che ti stimano e ti vogliono bene, sei diventato un punto di riferimento per quanto riguarda  la culturale e l’ arte, un rappresentante della nostra città nel mondo. Questo è solo merito tuo, del grande spirito di fratellanza che hai sempre nutrito verso il mondo intero.

Fortunato chi ha condiviso con te esperienze e avvenimenti, sicuramente ha arricchito il suo bagalio umano, come sento che sto facendo io adesso.

 Ti ringrazio di cuore per avermi dato la possibilità di leggere il tuo libro, per me è stato un onore.

Adesso ti saluto, ti abbraccio e ti carezzo la guancia come farei a mio padre se ancora fosse con me.

Con affetto

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