Marzo 2012

5 marzo 2012
I poeti non muoiono mai, si, è vero. Ma materialmente si, anche loro. Io non ti vedo da 16 giorni, e sapere che non potrò MAI più rivederti, mi devasta. Se realizzo, è la fine. Riesco a vivere la mia vita solo perchè la mia testa, inconsciamente, mi dice che te ci sei ancora, sei a casa tua, al tuo tavolo, a fare le parole crociate mentre guardi la televisione. Ti penso li.

Poi mi rendo conto che la casa invece è vuota, buia, fredda, tutto spento.

6 marzo 2012
Se manca la passione, la curiosità, la ricerca, ma dove vai? La fantasia, la conoscenza, la cultura.Tutto manca.

9 Marzo 2012
Per esempio mi tornano in mente all’ improvviso, le tue bracioline all’ olio, e il panino morbido che si inzuppava nel sugo.
Il tuo bicchiere di vino che a volte d’ estate “annacquavi” con la birra e il limone, dicendo che così ti dissetava di più.
I pantaloncini grigi e gli zoccoli beige, sempre d’ estate, al tavolo tondo, a dipingere un quadro.

Cosimo ti avrebbe fatto ridere un sacco, è buffo.

Mi manchi proprio tanto Babbo, è un dolore sordo e pungente.

11 Marzo 2012
E tutte le parole che non mi hai detto, dove sono? e tutte le mosse, i pensieri, le risa, le litigate fatte, dove sono? Nella mia mente? e che me ne faccio!!!
Io non sono buona a ricordare, a scrivere, chi ti ricorderà nel modo giusto?
Ridevamo quando da bambina ti dicevo che eri il mio babbo “preferito” come se ce ne fossero stati altri tra i quali scegliere, io volevo solo dire che come te non c’ era nessuno.

Vorrei immaginarmi nelle tue cose e risucchiare dentro di me la profondità del tuo essere, la tua grande conoscenza e sensibilità. Come faccio a non sentire questo dolore e questa rabbia? Ci sono tante cose che avrei voluto fare con te..

14 marzo 2012
Oggi sono stata a casa tua. Mi manchi.

18 marzo 2012
Come esattamente un mese fa, anche oggi, piove, una pioggerella noiosa.
Nessuno mi aveva detto che sarebbe stato così doloroso, neanche te. Mi sembra ancora impossibile, assurdo. Ma dove sei? dove è finito il tuo sorriso? Ci rincontreremo? ti potrò riabbracciare?
Cosimo oggi ti voleva portare una figurina, non avrà più il suo nonno.E’ un dolore straziante.

Ma a cosa serve tutto se poi siamo niente?
Tu non dovevi morire! Non doveva accadere a te!

20 marzo 2012
Stanotte ti ho sognato, a casa dello zio, sul divano che era un letto, stavi male, ma tiravo un sospiro di sollievo perchè vedendoti, capivo che la tua morte era stata solo un brutto sogno. Ti abbracciavo e ti baciavo, sentivo sulle guance il ruvido della barba incolta e il calore, della vita.

22 marzo 2012
Ti ho sognato stanotte, a casa tua, rivedevo il letto matrimoniale in camera vostra, sfatto, la mamma in bagno a rassettare. Le chiedevo “ma siete tornati insieme?” e lei tutta preoccupata mi diceva ” si, ma tanto mi lascerà di nuovo” io l’abbracciavo, piangendo, e desideravo che si sbagliasse. Tu nel frattempo andavi via, ad un’ appuntamento, ma ero preoccupata perchè non stavi bene.
I sogni sono proprio strani, chissà perchè ho sognato che tu avevi lasciato lei, quando è successo esattamente il contrario nella realtà.Quanto è doloroso, ma anche tu soffristi così quando morì il tuo babbo? Mi dispiace tanto. Tu volesti la mia nascita alla sua morte…io invece adesso non desidero un’ altro figlio, devo occuparmi di Cosimo e di te.

26 marzo 2012
Mi fa male pensare alla tua casa vuota. Da sempre, tu eri parte di quella casa. Ieri ci siamo tornati tutti insieme per prendere la minestra di pane che avevi preparato il giorno prima del ricovero, e l’ abbiamo portata con noi, a Spazzavento, insieme a te. Ti abbiamo lasciato lassù dove spero tu fossi già, insieme alla terra, al vento. Poi tutti insieme abbiamo mangiato la tua minestra di pane, buonissima, come sempre.
Cosimo ti ha buttato un bacio.

Che vuoto enorme che sento, non c’è niente che mi aiuti a colmarlo. Ti voglio bene

28 marzo 2012
Mi sento schiacciare dentro. Priva di ogni pensiero o certezza. Non ho più niente da seguire, mi sento smarrita, ho paura.

29 marzo 2012
Non pensavo sarebbe stato possibile, tu, non ci sei più.
E dove sei? Vorrei fossero passati 50 anni per non sentire più il dolore ed avvicinarmi a te.

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